A noi europei serve rispettare gli obiettivi di tutela del clima e della biodiversità, ma serve anche dibattere a fondo sugli strumenti: la comunità scientifica chiede allora un dialogo stretto con cittadini e forze politiche.
IL RUOLO DELLA COMUNITA’ SCIENTIFICA E’ INFATTI PROPRIO QUELLO DI OFFRIRE A NOI CITTADINI E ALLE FORZE POLITICHE EUROPEE IL PIU’ AMPIO VENTAGLIO POSSIBILE DI STRUMENTI PER LOTTARE CONTRO LA CRISI CLIMATICA E AMBIENTALE, TRA CUI POTER SCEGLIERE I PIU’ EFFICACI MA ANCHE QUELLI PIU’ VICINI ALLA NOSTRA VISIONE DEL MONDO. PER TUTELARE QUESTO SUO RUOLO, LA COMUNITA’ SCIENTIFICA HA PROPOSTO A TUTTE LE FAMIGLIE POLITICHE PRESENTI AL PARLAMENTO EUROPEO DI INIZIARE, NELLA CITTA’ PiU’ AMATA E PIU’ VULNERABILE D’EUROPA, IL “VENICE DIALOGUE”: IL PRIMO PASSO E’ UN ACCORDO PRE-ELETTORALE CHE PREVEDE IL RISPETTO DEGLI OBIETTIVI SCIENTIFICAMENTE FONDATI, IL CONFRONTO COSTANTE CON GLI ORGANI CONSULTIVI SCIENTIFICI, EUROPEI COME L’ESABCC O NAZIONALI DI ANALOGA INDIPENDENZA E COMPETENZA, LA LORO CREAZIONE SE NON ESISTENTI – COME STA PER AVVENIRE IN ITALIA CON LA NASCITA DEL CONSIGLIO SCIENTITICO CLIMA E AMBIENTE, CUI IL MINISTRO PICHETTO FRATIN HA DATO IL VIA LIBERA!  – QUI LA NOSTRA STORIA:
Alla vigilia delle elezioni politiche del 2018, 18 tra i maggiori scienziati italiani di cambiamenti climatici e ambiente hanno dato vita al Comitato scientifico ‘La Scienza al voto’. Dati alla mano, gli scienziati avevano mostrato che solo salvando il contesto ambientale, che già diventava sempre più precario, si potevano trovare le migliori soluzioni agli altri problemi che erano al centro della campagna elettorale: il lavoro, l’immigrazione, la sicurezza, le tasse. Il comitato aveva offerto una serie di proposte concrete e con una lettera aperta aveva invitato ad un incontro pubblico i partiti: in effetti sia nei programmi 2018 del centro sinistra, che del centro destra, che del MoVimento 5 Stelle, che di Liberi e Uguali, come pure delle altre liste, l’ambiente era presente, oltre quel che poteva apparire nella campagna elettorale.

Dall’incontro, che domenica 18 febbraio 2018 aveva visto la presenza di tutte le forze politiche, è nata la proposta, da parte del Comitato e sull’esempio di quanto avvenuto nel Regno Unito alla vigilia delle elezioni del 2015, di firmare un accordo preelettorale trasversale: quattro punti specifici di azione per salvare il contesto ambientale del nostro paese. L‘accordo è stato firmato giovedì primo marzo 2018, presso l’Associazione della Stampa Estera, a Roma, da tutte le forze politiche, con l’eccezione purtroppo del MoVimento 5 Stelle e di Forza Italia.

Il Comitato ha poi proposto a tutte le forze politiche di procedere all’attuazione dell’accordo organizzando, insieme alla Vicepresidenza della Camera dei Deputati, nella persona dell’on. Fabio Rampelli, il 12 marzo 2019 un convegno dal titolo “Un clima da collaborazione – I cambiamenti climatici in Italia, i gravi rischi e le grandi opportunità che li accompagnano, richiedono un importante lavoro comune a tutte le forze politiche”, in cui è stata lanciata la proposta di un gruppo di lavoro politica/scienza chiamato “1,5”, con l’obiettivo cioè di contenere l’aumento della temperatura nel grado e mezzo. All’incontro non hanno purtroppo partecipato Lega e Movimento 5 Stelle. 

Dopo il grande successo del primo  “Global Strike for Future” del 15 marzo 2019, il Comitato ha scritto agli studenti che scioperano per il clima una lettera aperta di appoggio e di proposta di collaborazione, condivisa da numerosi colleghi scienziati.

Di fronte all’emergenza Covid-19, il Comitato è poi intervenuto per ricordare che risolvere la crisi ambientale e climatica richiede per fortuna impegni molto meno gravosi di quelli richiesti dalla pandemia.

Quando, all’inizio del 2021, è nato un governo di unità nazionale – da cui è rimasto fuori solo Fratelli d’Italia – per affrontare la campagna di vaccinazione e la gestione del PNRR, il Comitato, coinvolgendo altri gruppi di scienziati, ha presentato al premier Draghi la proposta di un ruolo organico della scienza per aiutare il Paese non solo nella pandemia: formazione diffusa, impulso alla ricerca, istituzione di un Consiglio Scientifico Nazionale che aiuti ad affrontare l’emergenza ambientale.

Alla viglia delle elezioni politiche anticipate del 2022, il Comitato ha ricordato con una lettera aperta che, per realizzare ogni visione del futuro, occorre essere uniti sul clima, lanciando la campagna “Scegliamo Il Futuro”, rivolta a cittadini, imprese e forze politiche. Queste hanno tutte firmato un accordo per costituire un Consiglio Scientifico Clima e Ambiente e una bozza di legge, scritta da un autorevole gruppo di giuristi che ha affiancato il Comitato, è stata presentata alla Commissione Ambiente della Camera.

Oggi, alla vigilia di elezioni decisive per il futuro dell’Europa e del mondo, il Comitato ha coinvolto la comunità scientifica europea per iniziare con le famiglie politiche d’Europa il “Venice Dialogue”: la lettera aperta ha portato a un primo passo, un accordo pre-elettorale che distingue tra obiettivi su clima e biodiversità, irrinunciabili, e strumenti, su cui è opportuno confrontarsi, e rafforza il dialogo reciproco.

Se siete scienziati e volete collaborare a influenzare il discorso pubblico su clima e ambiente

Se rappresentate una forza politica o intendete comunque appoggiare a titolo personale la creazione di una forma di collaborazione stabile tra rappresentanti dei cittadini e scienziati

Se siete imprese, cittadini, studenti, insegnanti, giornalisti, desiderosi di collaborare con noi per un urgente dialogo collettivo sul futuro del paese